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SULLE TRACCE DI CLEMENTE

11/29/2021 00:44

Gabriele Romeo

art, arte, exhibition, Giovanni Antonio Sanna, Museo Nazionale Sassari, Italia, Archeologia, arti applicate, Museo Etnografico, Sardegna, Antonio Marras, Gavino Clemente , museum, museo,

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La mostra "Sulle tracce di Clemente" vuole essere un omaggio alla figura di Gavino Clemente, ebanista sassarese e direttore artistico dell'omonimo mob

La mostra "Sulle tracce di Clemente" vuole essere un omaggio alla figura di Gavino Clemente, ebanista sassarese e direttore artistico dell'omonimo mobilificio che a cavallo tra Ottocento e Novecento costituì a Sassari una importante realtà preindustriale e a cui si deve l'invenzione del cosiddetto stile sardo (1911 1940). Nel 1947 Clemente, che fin dalla giovinezza aveva raccolto oggetti di valore etnografico, donò al museo la sua ricca collezione, vincolandola alla realizzazione di un apposito Padiglione a lui intitolato, dove oggi è ospitata la mostra.

Nel tempo la collezione etnografica è stata incrementata da donazioni e acquisti e oggi è una delle più ricche della Sardegna, oltre ad essere la più antica del genere nell'isola.

 

L'esposizione, ideata e curata dallo stilista e designer algherese Antonio Marras, propone un singolare percorso visivo e narrativo nel quale il passato è rielaborato in chiave contemporanea.

I beni esposti, archeologici ed etnografici, fanno tutti parte della collezione del Museo; le opere pittoriche sono rappresentative delle tre collezioni storiche del Museo (Sanna, Clemente e Zely Bertolio) e, fino all'istituzione della Pinacoteca Nazionale, ne arricchivano la sezione artistica; gli originali delle foto esposte nell'ultima sala del secondo piano sono conservati presso l'Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE) di Nuoro, che ne ha cortesemente concesso la riproduzione ed esposizione.

 

Il fruitore visitando la mostra può essere rapito dalla presenza in scena di alcuni  importanti inserti allestitivi con alcuni dipinti dell’Ottocento eseguiti da Giovanni Marghinotti (1798-1865). Mentre le arti applicate, come la solenne presenza orafa del “bottone sardo”, trovano collocazione in riadattamenti rimodulati dalla scelta stilistica di Marras.

 

La mostra è concepita come una esperienza immersi va, nella quale ogni singolo oggetto, esposto secondo la sensibilità artistica dello stilista, diviene protagonista di un racconto per immagini nella quale si è accompagnati dalle musiche di Paolo Fresu e dai racconti di alcuni dei più importanti nomi del panorama letterario sardo:

Marcello Fois, Flavio Soriga, Bianca Pitzorno, FranceSCo Abate, Antonella Anedda, Elvira Serra.

 

 

 

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